Proloco Camerata Nuova (RM)

Dalle ceneri alla rinascita

Un racconto di storia, incendio e rinascita che unisce il borgo di Camerata Vecchia alla sua nuova veste cittadina.

Origini

Le Origini

Originariamente il nome del paese era "Camorata"; l'aggettivo "Vecchia" è stato aggiunto solo nel momento in cui è stata costruita la Nuova Camerata. La storia del territorio è antichissima: in questi luoghi, gli archeologi hanno rinvenuto resti significativi di tombe neolitiche scavate nella roccia e chiuse con lastre di pietra, contenenti oggetti appartenuti ai defunti come asce, frecce e punte.

Il nome "Camorata" appare per la prima volta nel novembre 1060, nel documento n. 208 del "Regestro Sublacense". Il conte Rainaldo donò all'Abbazia Sublacense la chiesa di San Pietro e la Rocca in Camerata.

Camerata Vecchia era conosciuta nelle fonti medievali come "Rocca in Camerata" ed era arroccata su una rupe calcarea. La roccaforte si trovava circa 400 metri più in alto rispetto all'attuale abitato di Camerata Nuova, confermando la sua posizione strategica.

L'origine del nome deriva dal termine latino camerae, riferito alle abitazioni parzialmente scavate nella roccia, proprio come riportano le prime attestazioni storiche citate nel Regesto sublacense.

Stemma

Lo stemma

Tra il 1700 e il 1800 Napoleone Bonaparte riuscì a dominare quasi l’intera Europa. I legislatori rivoluzionari imposero nei territori conquistati una riforma amministrativa, che comportò per la prima volta il paese di Camerata ad essere definito “comune”. Il paese fu costretto a scegliere un “sigillo” per raffigurare Camerata. Questa scelta fu molto ardua ed esistono due versioni a riguardo.

La prima vuole che i Cameratani chiesero aiuto al cardinale Colonna del monastero benedettino, il quale sfruttò l’occasione e gli vendette la concessione d’uso del loro stemma di famiglia: una colonna. Secondo la seconda versione invece, furono proprio i cameratani a scegliere la colonna, la quale raffigurava una torre che al tempo si trovava al centro della piazza del paese di Camerata. Però, non appena lo stemma apparve pubblicamente, i Colonna denunciarono il plagio, e il comune di Camerata fu costretto ad un risarcimento alla famiglia Colonna che consisteva in 430 ettari di territorio.

Immagini dello stemma

Placeholder per future immagini e didascalie dello stemma comunale.

Immagini stemma in arrivo
Incendio

L'Incendio di Camerata Vecchia (9 Gennaio 1859)

La storia di Camerata Nuova è indissolubilmente legata a un evento tragico che ne ha segnato la nascita: il terribile incendio del 9 gennaio 1859. Questa data vide la distruzione quasi completa dell'antico abitato di Camerata Vecchia, situato su una cresta rocciosa a 1250 metri di quota, tra le vette dei Monti Simbruini.

Immagini storiche e ruderi di Camerata Vecchia

Le Diverse Versioni sull'Origine del Fuoco

Ancora oggi, sulle cause di quel disastroso incendio, circolano differenti versioni che si tramandano di generazione in generazione:

  • La scintilla accidentale dal camino: La prima e più comune narrazione vuole che nel pomeriggio del 9 gennaio 1859, dalla casa di un certo Pelosi, uscirono delle scintille di fuoco dal camino, dove l'uomo era intento a riscaldarsi. A causa dei tetti delle abitazioni, realizzati con tavole di faggio, e di un forte vento che imperversava quel giorno, le fiamme si diffusero rapidamente, avvolgendo l'intero borgo.
  • La leggenda della Braciolata: Una seconda versione, forse la più affascinante e legata indissolubilmente alla tradizione della "Braciolata", racconta che le scintille non provenissero dal camino, ma bensì dalla graticola su cui il signor Pelosi stava cuocendo delle braciole. Il resto del divampamento dell'incendio seguirebbe la dinamica precedente, alimentato dal vento proveniente dalla Marsica.
  • L'incendio doloso: Una terza e più inquietante ipotesi suggerisce che l'incendio sia stato appiccato di proposito. Si narra di un presunto accordo tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, in quanto il paese era diventato un rifugio e un covo per briganti.

Il tema dei briganti a Camerata

La difficile accessibilità del paese e la sua strategica posizione geografica (Camerata si trovava proprio al confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli), ha fatto di Camerata la meta ideale sia per i ricercati del primo che per quelli del Regno, i quali vedevano il paese come un rifugio sicuro.

Per tale ragione Camerata era spesso invasa da bande di Briganti che terrorizzavano anche i borghi vicini. Sono ricordati, tra gli altri, il Brigante Fontana e il famoso Marco Sciarra. Questo ultimo aveva distrutto, nelle sue scorrerie, gli abitanti della Prugna e di Roccadelce ed aveva più volte assalito il castello di Cerreto Laziale.

Gli fu fatale una caduta da cavallo che lo immobilizzò per parecchi mesi: ristabilitosi, riprese il comando della Banda e ricominciò con i saccheggi ma, alla fine, il 15 marzo 1593, fu ucciso da uno della sua stessa "banda", chiamato Battistella.

Si ha notizia certa che a Camerata, nel 1709, si insediò il 'fuoruscito' Scapaleggera che taglieggiava e ricattava la popolazione. Per snidarlo e catturarlo furono impiegate parecchie centinaia di soldati pontifici, tanto era munita ed inespugnabile la località ove sorgeva il paese.

Gli abitanti, rimasti senza casa e beni nel pieno dell'inverno, ricevettero il fondamentale soccorso di Papa Pio IX. Fu lui ad autorizzare e finanziare la costruzione di un nuovo centro abitato, più a valle, in una posizione più pianeggiante e accessibile.

Nacque così Camerata Nuova, simbolo di resilienza e rinascita. Dal 1859 al 1870 il nuovo centro venne chiamato Pio Camerata in onore di Papa Pio IX, mentre nel 1872 assunse ufficialmente il nome di Camerata Nuova.

La Sagra della Braciola Camerata: Tradizione e Identità

La Sagra della Braciola Cameratana, meglio nota come "Braciolata", arrivata alla 65esima edizione (al 2025), è stata la prima manifestazione organizzata dalla comunità di Camerata Nuova per la prima volta domenica 11 gennaio 1959 in occasione del centenario dell’incendio di Camerata Vecchia, evento fondante del paese attuale. La prima edizione fu organizzata per volere degli insegnanti della scuola elementare di Camerata Nuova, in primis Francesco Serafini, assieme a Romolo Mestici, Domenico Maurizi ed Enzo Di Giovanni. Vennero invitate importanti personalità religiose e civili e venne organizzata una rievocazione dell'incendio sui ruderi di Camerata Vecchia.

Evoluzione e Importanza dell'Evento

La manifestazione inizialmente fu istituita il 9 gennaio 1959 ma qualche anno dopo venne spostata alla prima domenica successiva al 17 gennaio, il giorno di Sant’Antonio Abate, a cui i Cameratani sono tanto devoti, per avvicinare i due eventi. Da un paio di anni è stata riportata più vicina alla data della ricorrenza dell’incendio, quindi la prima domenica dopo il 9 gennaio. Ad oggi, insieme alla festa di settembre, è l’evento più importante per la comunità di Camerata Nuova e una delle sagre più rilevanti per il paese, conosciuta ormai a livello provinciale.

Il Piatto Tipico e l'Aspetto Gastronomico

La sagra prevede nella sua parte gastronomica la distribuzione del piatto tipico, la braciola di pecora cameratana, accompagnata nel menù completo da un contorno, acqua o vino, e un primo piatto, variabile ma sempre a base di pecora.

La giornata inizia con l’accensione di un grande fuoco su una o più graticole ("raticue") dotate di ruote per spostarle sulle quali, una volta pronta la brace, vengono cotte le braciole locali, preparate la sera precedente con una ricetta segreta.

Folklore, Danze e la "Pupazza"

L’atmosfera tipica è accompagnata da musica e balli, in particolare il “balletto” cameratano in cui uomini e donne (ma anche bambini) del paese indossano abiti della tradizione e danzano a ritmo di musica folkloristica nella piazza del paese. Alla fine della giornata arriva la “pupazza” (o "mammoccia"), ossia una struttura di una donna di notevole grandezza ricoperta in carta pesta che viene indossata da una persona del posto e “fatta ballare” (la persona si pone al suo interno e ha un foro per la testa). Balla al ritmo del saltarello o di altre marce e dopo aver ballato a lungo veniva gettata a terra e distrutta dai bambini (oggi non si fa più).

Memoria Storica e Divulgazione

Da un paio di anni durante l'evento vengono riaperte le antiche case di Camerata e riprodotti gli ambienti dove le persone vivevano negli anni dopo la costruzione del nuovo paese. Inoltre vengono esposti documenti relativi alla storia di Camerata per diffondere e divulgare le origini del nostro paese, accanto a foto di gente, vita e fatti di Camerata Nuova.

✦   Poesia   ✦

"La Braciolata"

di Francesco Serafini

Lassù sul picco dove austera domina una Croce
nude rovine ricordano chi ora riposa in pace;

Carbonai, Falegnami, Allevatori di bestiame
sempre curvi al duro lavoro per compensar la fame
genti umili, sane, oneste dal fiero portamento
che la fiamma ardente avvolse in un momento.
Grida di paura, pianti di bambino
s'udivano tra quelle mura dal paese più vicino
poi l'incalzar del vento completò il banchetto
alimentando il fuoco la notte del misfatto;
Fuggirono tutti da quel luogo di terrore
senza voltarsi indietro, sgomenti dal dolore.
Giunti al piano si voltarono atterriti
verso il luogo dove da tempo erano siti,
videro tizzoni accesi cader per la scarpata
ultimi fuochi illuminare la vecchia Camerata
poi..., la notte si fece buia tutt'intorno
riservando ogni speranza al nuovo giorno.
Nuove ansie, nuove case vennero poi
lasciando spazio a nuova vita, a volti nuovi,
contribuirono tutti con proprie spese
a ricostruir un nuovo bel paese
togliendosi dal cuore quella spina
che tanto dolore aveva recato tempo prima.
Ora..., a quel lontano giorno volge l'attenzione
ricordando quella data con viva animazione;
a rinnovar quel fuoco, mille tizzoni ardenti
cuociono le braciole da far gustare ai tanti
che nella piazza della nuova Camerata
partecipano entusiasti, alla grande Braciolata.

Memoria

Camerata Vecchia Oggi: Un Percorso nella Memoria

Nonostante la sua tragica fine, Camerata Vecchia non è stata dimenticata. Oggi, i suoi ruderi rappresentano una delle mete escursionistiche più suggestive e cariche di storia del Parco Regionale dei Monti Simbruini. Un'escursione tra le sue mura silenziose è un viaggio nel tempo, dove ogni pietra racconta di un passato medievale fiero e di una comunità che ha saputo rinascere dalle proprie ceneri.

I resti della chiesa e delle fortificazioni sono ancora visibili, offrendo uno sguardo sulla vita quotidiana e le difese di un borgo montano. È un luogo di riflessione e di grande fascino, dove la natura ha lentamente ripreso il suo corso, creando un paesaggio di rara bellezza e profonda evocazione.